Mercoledì, 09 Dicembre 2015 08:38

NO AI BLITZ SUI DIVIETI ALLE SPECIE CACCIABILI

Scritto da 

È stato un grave errore avere disposto il divieto di abbattere e catturare, in Piemonte, la pernice bianca, la lepre variabile e l’allodola, divieto stabilito con un emendamento inserito nell’allegato alla Legge Finanziaria in fase di ultima approvazione in Consiglio Regionale.

È stato un errore di metodo, in quanto l’esclusione dal prelievo venatorio di queste specie non è stata confrontata con le Associazioni venatorie.

È stato un errore di contenuto, in quanto non si sono posti, a base di tale divieto, un’analisi ed uno studio sulla presenza e consistenza di queste specie sul territorio regionale.

Non va bene, Assessore Ferrero e maggioranza allargata del Consiglio Regionale.

Le componenti sociali interessate ad un dato argomento, che il Consiglio Regionale intende normare con propria legge, vanno sempre coinvolte prima di assumere una determinata decisione, altrimenti si annullano la partecipazione e la democrazia e vi possono essere elementi per invalidare l’atto compiuto; questo è accaduto più volte, anche di recente.

I censimenti primaverili e post-riproduttivi, ripetuti ogni anno per le specie pernice bianca, fagiano di monte e coturnice, quantificano la consistenza delle specie, e sulla base dei dati di presenza si stabilisce se il prelievo è possibile, in quali località ed in quali quantità.

Le linee guida elaborate dalla Regione, in vigore ed operanti da molti anni e validate dall’ISPRA, sono uno strumento operativo importante di salvaguardia di queste specie.

Anche per la lepre variabile è necessario mettere in atto una metodologia capace di conoscerne la consistenza.

Analogamente per l’allodola, va stimato il livello di presenza sul nostro territorio e non possono valere i dati di prelievo rilevabili dai tesserini, in quanto la specie interessa solo una parte dei cacciatori piemontesi.

Le specie di uccelli e di mammiferi di cui il prelievo è vietato sono normate dalla Legge Nazionale 157/92, che le elenca in modo preciso, e tra queste non figurano la pernice bianca, la lepre variabile e l’allodola.

Le specie oggetto di prelievo venatorio, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, sono inoltre regolamentate con atto deliberativo della Giunta Regionale, e non più con atto legislativo, entro il 15 di giugno di ogni anno.

È in fase di predisposizione del Calendario Venatorio che vanno discusse, con le componenti interessate, le specie oggetto di possibile prelievo, le quantità ed i tempi.

In conclusione, Assessore Ferrero e maggioranza allargata, non vanno bene i blitz che possono rivelarsi controproducenti e forieri di possibili contenziosi, mentre proprio all’avvio dell’iter legislativo sulla legge che regola il prelievo venatorio c’è bisogno di un confronto serio e responsabile, che coma ARCI Caccia abbiamo praticato in passato e vorremmo continuare a praticare.

 

 

                                                                                          La Presidenza Regionale                                                                                                                   ARCI Caccia del Piemonte

 

Letto 1329 volte