COMUNICATI STAMPA

COMUNICATI STAMPA (7)

In questo raccoglitore si trovano tutti i comunicati stampa emessi dalla presidenza dell'Arci Caccia Piemonte.

Lunedì, 11 Luglio 2016 08:42

NO AL BLOCCO DEL PRELIEVO DELLA TIPICA FAUNA ALPINA

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L’ARCI Caccia Regionale del Piemonte ritiene che l’iniziativa intrapresa da alcuni Consiglieri Regionali, con la presentazione di un emendamento al D.d.L. n. 210 tendente a vietare il prelievo venatorio del gallo forcello e della coturnice,  sia priva di motivazione scientifica e indice di scarsa conoscenza circa la presenza di queste specie sul nostro territorio alpino.

   Il prelievo venatorio di queste specie è reso da sempre possibile nella nostra Regione previa  accertata consistenza numerica, verificata ogni anno con censimenti primaverili e post riproduttivi e con piani di prelievo commisurati alla loro salvaguardia.

   Tale metodologia, da molti anni in vigore e validata dall’ISPRA, consente un prelievo limitato al fine di non intaccare questo patrimonio e consentirne la capacità riproduttiva.

   E’ questa una gestione rigorosa e corretta sul piano scientifico che come ARCI Caccia intendiamo difendere oggi e domani.

   In considerazione di ciò riteniamo che l’Assessore Giorgio Ferrero, la Giunta, la maggioranza e i gruppi di minoranza, si oppongano all’emendamento presentato che trae origine, oltre che da scarsa conoscenza e competenza, da una volontà punitiva verso tutto il mondo venatorio che oggi è una componente sociale  utile e responsabile, fatta di cittadini onesti, rispettosi delle leggi e con una grande coscienza ambientale oltreché faunistica.

   Siamo contro ogni fondamentalismo animalista e anticaccia e chiediamo ad ogni consigliere regionale di operare affinché la nostra Regione si doti rapidamente di una legge sulla gestione della fauna e sul prelievo venatorio di cui siamo privi da quattro anni; di un Piano Faunistico Venatorio Regionale che attendiamo da venti anni; di Regolamenti adeguati per gestire al meglio il nostro  importante patrimonio faunistico inteso come ricchezza ambientale da custodire e valorizzare.

   Abbiamo ribadito più volte che la nostra Associazione è sempre aperta  al dialogo costruttivo e serio con le Istituzioni, ma non è più disposta a subire passivamente da chi ci governa atteggiamenti a noi non comprensibili e lontani dalla nostra cultura ambientale e venatoria.

   Il reiterarsi di certi comportamenti mina il confronto serio tra le parti, alimentando solo la smania di protagonismo di qualche consigliere (ispirato ?).

                           Con la presente chiediamo all’Assessore Ferrero, alla Commissione Consiliare e ai Capigruppo che da subito si apra un tavolo di confronto coinvolgendo tutti i soggetti interessati affinché la nostra Regione abbia al più presto una legge e un Piano Faunistico Venatorio Regionale senza i quali non sarà possibile gestire il patrimonio faunistico del Piemonte.

ARCI CACCIA PIEMONTE

IL PRESIDENTE

Ing. Lino Rava
 
 
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
 
 
 

                                                                                            

Mercoledì, 09 Dicembre 2015 08:38

NO AI BLITZ SUI DIVIETI ALLE SPECIE CACCIABILI

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È stato un grave errore avere disposto il divieto di abbattere e catturare, in Piemonte, la pernice bianca, la lepre variabile e l’allodola, divieto stabilito con un emendamento inserito nell’allegato alla Legge Finanziaria in fase di ultima approvazione in Consiglio Regionale.

È stato un errore di metodo, in quanto l’esclusione dal prelievo venatorio di queste specie non è stata confrontata con le Associazioni venatorie.

È stato un errore di contenuto, in quanto non si sono posti, a base di tale divieto, un’analisi ed uno studio sulla presenza e consistenza di queste specie sul territorio regionale.

Non va bene, Assessore Ferrero e maggioranza allargata del Consiglio Regionale.

Le componenti sociali interessate ad un dato argomento, che il Consiglio Regionale intende normare con propria legge, vanno sempre coinvolte prima di assumere una determinata decisione, altrimenti si annullano la partecipazione e la democrazia e vi possono essere elementi per invalidare l’atto compiuto; questo è accaduto più volte, anche di recente.

I censimenti primaverili e post-riproduttivi, ripetuti ogni anno per le specie pernice bianca, fagiano di monte e coturnice, quantificano la consistenza delle specie, e sulla base dei dati di presenza si stabilisce se il prelievo è possibile, in quali località ed in quali quantità.

Le linee guida elaborate dalla Regione, in vigore ed operanti da molti anni e validate dall’ISPRA, sono uno strumento operativo importante di salvaguardia di queste specie.

Anche per la lepre variabile è necessario mettere in atto una metodologia capace di conoscerne la consistenza.

Analogamente per l’allodola, va stimato il livello di presenza sul nostro territorio e non possono valere i dati di prelievo rilevabili dai tesserini, in quanto la specie interessa solo una parte dei cacciatori piemontesi.

Le specie di uccelli e di mammiferi di cui il prelievo è vietato sono normate dalla Legge Nazionale 157/92, che le elenca in modo preciso, e tra queste non figurano la pernice bianca, la lepre variabile e l’allodola.

Le specie oggetto di prelievo venatorio, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, sono inoltre regolamentate con atto deliberativo della Giunta Regionale, e non più con atto legislativo, entro il 15 di giugno di ogni anno.

È in fase di predisposizione del Calendario Venatorio che vanno discusse, con le componenti interessate, le specie oggetto di possibile prelievo, le quantità ed i tempi.

In conclusione, Assessore Ferrero e maggioranza allargata, non vanno bene i blitz che possono rivelarsi controproducenti e forieri di possibili contenziosi, mentre proprio all’avvio dell’iter legislativo sulla legge che regola il prelievo venatorio c’è bisogno di un confronto serio e responsabile, che coma ARCI Caccia abbiamo praticato in passato e vorremmo continuare a praticare.

 

 

                                                                                          La Presidenza Regionale                                                                                                                   ARCI Caccia del Piemonte

 

Lunedì, 21 Settembre 2015 07:57

A caccia con passione e giudizio

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A CACCIA CON PASSIONE E GIUDIZIO

Federazione Italiana della Caccia, Enalcaccia, ANUUMigratoristi, Arci Caccia, Eps e Comitato Nazionale Caccia e Natura rivolgono un forte “in bocca al lupo!” a tutti i cacciatori che si apprestano a effettuare l’apertura generale. Attenzione alla sicurezza, rispetto delle regole e riguardo per il territorio e le colture agricole le principali raccomandazioni

 

Poche ore ci separano dall’apertura generale della caccia. Quella “vera”. Quella che tutti i cacciatori aspettano con trepidazione.

Un “rito”, che al di là del suo significato dal punto di vista venatorio è un appuntamento che nessun cacciatore vuole perdere, che sente e vive come una festa.

Una sorta di riunione di famiglia, di quella grande e bella famiglia che per la maggioranza dei suoi membri ha ormai portato a compimento l'auspicato processo federativo unitario, con l'auspicio che anche altri si uniscano.

Una comunione di intenti e di obbiettivi che permetterà al nostro mondo di essere sempre più rappresentativo nei confronti delle Istituzioni. Le ultime vicende sul problema degli ungulati lo dimostrano.

Ma in questa vigilia pensiamo soprattutto a goderci una bella giornata per le emozioni che determina la passione per la natura vissuta positivamente, per la cultura e la civiltà che sono nell’ars venandi.

E perché sia tale, raccomandiamo la massima attenzione alla sicurezza, sempre e comunque. Nostra e degli altri. Rispettiamo e facciamo rispettare le regole che guidano la nostra attività. Prestiamo attenzione a dove ci portano i nostri passi e dove i nostri ausiliari cercano la selvaggina, consapevoli che sul terreno che calpestiamo siamo ospiti di chi ci lavora e con sempre maggior fatica ne trae sostentamento e reddito, spesso guardando proprio a noi come un amico  - che vuole sempre di più essere tale - che l'aiuta a contenere selvatici invadenti che lo mettono a rischio.

Ricordiamoci sempre che siamo sotto gli occhi di una società non sempre benevola nei nostri confronti.

A noi il compito di far comprendere che la caccia e chi la esercita possono essere un grande aiuto per il bene comune del Paese, per le sue ricchezze naturali, il territorio, la fauna e l’economia. Anche con il comportamento e la pratica, secondo i dettami di un’etica e di valori antichi, pur aggiornati a necessità e sensibilità moderne.

Facciamo in modo che questa immagine positiva venga trasmessa sin dal primo giorno e che, sempre più uniti, motivati e riconosciuti nel nostro ruolo di gestori di fauna e ambiente si possano celebrare tante, infinite altre “Albe dell’Apertura”.

A tutti i cacciatori italiani dunque, “In bocca al lupo!”

Roma, 18 settembre 2015 - FIdC – Enalcaccia - ANUUMigratoristi - Arci Caccia - Eps - CNCN

Martedì, 15 Settembre 2015 10:28

CACCIA: DOMENICA 27 SETTEMBRE APERTURA GENERALE

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CACCIA: DOMENICA 27  SETTEMBRE APERTURA GENERALE

 

      La Giunta Regionale, nella seduta del 14 settembre 2015, su proposta dell’assessore Giorgio Ferrero, ha approvato le modifiche al calendario venatorio stabilendo che l’apertura generale – per le specie lepre comune, fagiano, minilepre, coniglio selvatico e cinghiale – avverrà domenica 27 settembre.

      Si sono prolungati i tempi di prelievo della lepre, minilepre e coniglio selvatico fino al 6 di dicembre. Il carniere stagionale per la specie beccaccia è stato riportato a 10 capi. Il prelievo della specie cinghiale deve essere consentito per tre giorni alla settimana nella forma di caccia programmata in ogni ATC e CA, con l’ausilio dei cani. I comitati di gestione degli ATC e CA possono stabilire per tale forma di caccia anche la giornata di lunedì. Restano confermate le disposizioni riferite alle altre specie oggetto di prelievo venatorio.

      Secondo ARCI Caccia, altri miglioramenti e aggiustamenti andranno introdotti il prossimo anno.

      ARCI Caccia Regionale – che ha avanzato queste ed altre proposte fin dall’aprile u.s – esprime soddisfazione in quanto si ripristina, in modo uniforme, l’apertura unica dell’attività venatoria alla fauna stanziale e si allungano i tempi di prelievo per alcune specie.

      Questo risultato è stato possibile grazie alla disponibilità dell’assessore Ferrero e all’impegno dell’ARCI Caccia che fin dall’inizio ha scelto la via del confronto e del dialogo con l’Assessore avendo  l’obiettivo di modificare il calendario venatorio.

      La scelta delle altre associazioni venatorie di fare ricorso al TAR, aprendo un conflitto giudiziario nei confronti della Regione, ha di fatto ritardato un provvedimento che era possibile ottenere già nei mesi precedenti. Queste associazioni venatorie hanno dimostrato di non avere la capacità politica di rapportarsi con l’istituzione regionale, provocando un danno di immagine a tutto il mondo venatorio.

      ARCI Caccia, in autonomia, ha agito per fare gli interessi di tutti i cacciatori piemontesi, al di là delle associazioni di appartenenza e oggi è dimostrato che la strada da noi perseguita era quella giusta.

      Duole profondamente constatare come Federcaccia Piemonte abbia in questi mesi scelto la via della rissa e dell’insulto contro ARCI Caccia e i suoi dirigenti e contro la Regione, a dimostrazione di una mancanza di volontà unitaria e di  scarsa cultura e capacità di governo.

      Oggi si chiude un difficile periodo per i cacciatori piemontesi che hanno diritto di poter esercitare la loro passione in un quadro di certezze che solo la nuova normativa regionale può dar loro. Ora con la Regione dobbiamo portare avanti un dialogo e un confronto per conquistare entro pochi mesi una nuova Legge Regionale sull’attività venatoria e l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale.

      ARCI Caccia conferma che metterà tutto il suo impegno e la sua capacità propositiva per conquistare questi importanti strumenti.

      Il processo di unità del mondo venatorio – che noi come ARCI Caccia perseguiamo – è stato fortemente minato da comportamenti rissosi e calunniosi, in primis di Federcaccia.

      E’ ora, è urgente, è necessario che anche questa associazione e il suo gruppo dirigente regionale cambino toni e atteggiamenti e recuperino una volontà di dialogo con tutto il mondo venatorio.

      ARCI Caccia comunque opererà sempre con un forte spirito unitario, confrontandosi in modo largamente partecipato con tutti i cacciatori del Piemonte, con il mondo agricolo e ambientale, con l’istituzione regionale, convinti che un’attività venatoria seria, responsabile ed ecocompatibile è possibile e può avere un futuro anche nella nostra Regione.

     

                                                                                              La Presidenza Regionale

Alessandria, 15 settembre 2015                                            ARCI Caccia Piemonte         

Martedì, 04 Agosto 2015 10:22

CONSIDERAZIONI ARCICACCIA

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CALENDARIO VENATORIO ANCORA DA CAMBIARE

La Giunta Regionale, recependo l’ordinanza del TAR, il 31 Luglio ha approvato un nuovo calendario venatorio che è largamente non condivisibile.
E’ stato il ricorso al TAR promosso da Federcaccia e da altre associazioni venatorie che ha prodotto questo risultato.
Rifiutando il confronto e imboccando la via dello scontro con l’Istituzione regionale è stato fatto un danno grave a tutti i cacciatori piemontesi, a qualsiasi associazione appartengano.
La disponibilità più volte dichiarata dall’Assessore Giorgio Ferrero ad approvare significative modifiche al calendario del 13 Aprile 2015 e confermata nell’incontro al tavolo di concertazione a cui hanno partecipato ARCICACCIA, AMBIENTALISTI E ASSOCIAZIONI AGRICOLE, deve ora tradursi in una delibera che approvi un nuovo calendario venatorio che consenta l’apertura generale della caccia il 27 Settembre alle specie FAGIANO-LEPRE COMUNE-MINILEPRE-CINGHIALE-QUAGLIA-COLOMBACCIO e confermi l’apertura anticipata alla TORTORA, possibilmente concedendo più giornate rispetto a quelle ora fissate, oltre che ai corvidi. Per quest’ultima specie è necessario mettere in atto strategie di contenimento più efficaci.
ARCICACCIA ribadisce le proprie valutazioni e chiede all’Assessore Ferrero di riportare equità nel trattamento di tutti i cacciatori nel pieno rispetto della legge. A questo scopo abbiamo già richiesto un incontro con l’Assessore, con l’auspicio che l’ordinanza del TAR non infici il percorso di dialogo e confronto che noi abbiamo voluto sostenere anche in difformità dalle altre associazioni, per le quali, ribadiamo, permane il massimo rispetto.
Purtroppo non registriamo un analogo atteggiamento da parte di FEDERCACCIA, che, da mesi porta attacchi scomposti ed insulti ad ARCICACCIA e ai suoi dirigenti, dimostrando una grave miopia politica ed una mancanza di strategia utile e necessaria a far avanzare un progetto di unità del mondo venatorio, oggi più che mai necessario.
Questi attacchi e persino denigrazioni, non ci preoccupano, ce ne faremo una ragione…..; siamo convinti che i cacciatori capiranno che, ragionando ed agendo con razionalità, si opera nel loro interesse.
Il processo unitario va perseguito, ma non a scapito dei propri valori fondanti; un minimo di ragionevolezza e di rispetto per le idee altrui, soprattutto quando possono portare a risultati migliori, sarebbe auspicabile, ma tant’è quando si imbocca la strada della conflittualità, nascondendosi dietro il paravento dell’apoliticità, è difficile far prevalere la ragione sulla pancia… ed è facile cadere su posizioni virtuali che sono solo nella mente di chi scrive i proclami e i “decreti”…

La presidenza Regionale Arcicaccia

Lunedì, 20 Luglio 2015 00:00

COMUNICATO STAMPA DEL 20 Luglio 2015

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COMUNICATO STAMPA DEL 20 Luglio 2015

Riteniamo opportuno rispondere al comunicato stampa del Coordinamento Associazioni Venatorie Piemontesi del 16 luglio u.s..Le associazioni che vi aderiscono rappresentano gran parte dei cacciatori piemontesi pertanto, detto coordinamento, merita attenzione, al di là delle intemperanze che a volte lo contraddistinguono. Arcicaccia lo rispetta, come rispetta le Istituzioni Pubbliche. E’ difficile, però, pensare ad un coordinamento senza vita democratica, dove si decidono “espulsioni” senza alcun confronto. Ma al momento non è un problema nostro!
Ovviamente non ne condividiamo gli atteggiamenti e le decisioni. Di fronte ad un calendario venatorio che, fin dall’inizio, non abbiamo condiviso ed è da cambiare, abbiamo da subito affermato che non ritenevamo opportuna un’ennesima trafila giudiziaria per risolvere i problemi.
Questa nostra posizione - e non sappiamo cos’altro - è stata tacciata di “gravi comportamenti assunti dalla dirigenza di Arcicaccia”
Il ricorso al TAR delle altre associazioni venatorie, quando vi erano ancora margini di trattativa e di disponibilità dichiarata dell’Assessore Ferrero, è stato, secondo noi, un grave errore che ha danneggiato tutto il mondo venatorio in quanto, al posto del confronto, ha privilegiato lo scontro con l’Istituzione Regionale e ha prodotto una Ordinanza del TAR molto al di sotto di quello che avremmo potuto ottenere con il dialogo.
Il nostro è un paese che negli anni ha perso la volontà di discutere e di confrontarsi per arrivare a decisioni. Troppo spesso si sceglie la via più semplice: quella dello scontro, politico o giudiziario che sia. Riteniamo che questa non sia la strada; ci siamo confrontati all’interno del nostro Consiglio Regionale ed abbiamo assunto la decisione di continuare il confronto con l’Assessore Ferrero; confronto, peraltro, che, ribadiamo, potrebbe portare risultati superiori a quelli previsti dall’Ordinanza del TAR.
Riteniamo che la conflittualità e la violenza verbale espressa negli scorsi mesi, e che ancora permane, non sia la via giusta per arrivare ad un risultato il più largamente condiviso anche sulla futura legge sulla caccia e sul piano faunistico venatorio regionale.
I cacciatori non sono che una parte della società interessata a questi provvedimenti; si può essere convinti di essere al centro del mondo, ma non è così.
Il nostro Presidente Onorario Mario Bruciamacchie, a cui confermiamo la massima stima, si è sobbarcato la maggior parte del lavoro svolto nell’ultimo anno dal coordinamento.
Il fatto di averlo escluso con decisione unilaterale del coordinamento dal tavolo consultivo Regionale, è stato l’atto che ha comportato la fine di un percorso comune di Arci Caccia all’interno del coordinamento.
Quanto “ decretato” dal coordinamento e riportato nel comunicato stampa è, quindi, del tutto inutile e superfluo e indice di una certa isteria comportamentale.
Comunque noi continueremo a lavorare e ad impegnarci nel merito delle questioni, senza essere intimoriti da questi atteggiamenti; anzi, lavoreremo con più energia per portare trasparenza nel mondo chiamato al governo dell’attività venatoria.
Vogliamo innanzitutto garantire che gli ATC e CA siano luoghi al servizio di tutti i cacciatori, di tutti gli agricoltori, di tutti coloro che lavorano per un ambiente sostenibile a prescindere dall’ associazione a cui sono iscritti.
Vogliamo lavorare per riportare un corretto rapporto tra mondo venatorio e mondo agricolo, fondato sulla lealtà dei comportamenti e non su sterili egoismi.
I cacciatori che ritengono di praticare una passione senza condizionamenti vari, ma con un atteggiamento razionale e responsabile, in Arci Caccia possono sempre avere un interlocutore al di là della loro associazione di appartenenza.

 

IL PRESIDENTE REGIONALE
Ing. Lino Rava

Venerdì, 10 Luglio 2015 12:25

COMUNICATO STAMPA del 10 luglio 2015

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L’Arci Caccia Regionale, anche alla luce dell’ordinanza del TAR Piemonte, ribadisce la sua posizione, peraltro già espressa pubblicamente il 14 aprile scorso, che è possibile, utile e necessario cambiare il Calendario Venatorio riportando, come da noi proposto, l’apertura generale alla data del 27 settembre alle specie cinghiale, fagiano, lepre, quaglia e rendere possibile la caccia alla tortora ai primi di settembre per quegli ATC e CA che ne facciano richiesta, come lo stesso ISPRA ha consentito negli anni precedenti.

Riteniamo che vadano rispettate le “linee guida regionali per la gestione della tipica fauna alpina”, rendendo possibile il prelievo venatorio anche della pernice bianca, ove i censimenti pre e post riproduttivi ne attestino la possibilità.

La linea del confronto con la Regione scelto da Arci Caccia aveva, già nell’incontro con l’Assessore Ferrero di lunedì 6 luglio ultimo scorso con le associazioni agricole e ambientali, trovato ampia convergenza e disponibilità sulle proposte avanzate da Arci Caccia.

A dimostrazione che il più delle volte, la linea del dialogo e non dello scontro, può produrre risultati migliori di quelli che si possono ottenere da un Tribunale Amministrativo.

Spetta ora all’Assessore Ferrero proporre alla Giunta Regionale l’adozione di un nuovo atto deliberativo sul Calendario Venatorio che recepisca le modifiche da noi proposte che sono ampiamente compatibili con le indicazioni dell’ ISPRA.

 

ARCI CACCIA REGIONALE PIEMONTE